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Storia CUB

Scritto da Stefano Giedemann. Postato in Documenti CUB

Breve storia del Circolo Ufficiali di Bellinzona

 

Articolo pubblicato su RMSI 04/2007 - autore magg Stefano Giedemann.

Introduzione 
Il Circolo degli Ufficiali Bellinzona, secondo per grandezza in Ticino, raggruppa oltre 230 ufficiali sia ticinesi che mesolcinesi, diversi dei quali abitano anche oltre Gottardo. Il Circolo vanta una lunga tradizione e si è sempre distinto in ambito cantonale per le sue svariate attività e iniziative.

La storia
Nato dall’idea di fondare una società militare che accogliesse nel suo seno i graduati del distretto appartenenti alle diverse armi durante il clima festoso nel giorno di San Silvestro del 1858, alla seduta costitutiva indetta per il 9 gennaio 1859, i presenti nominarono come primo direttore il maggiore federale Giuseppe Fratecolla, una personalità di primo piano del piccolo mondo nostrano. Nei suoi primi pensieri, oltre quelli verso la “Società Militare Ticinese” investita ufficialmente il 30 gennaio 1851, egli ebbe ad esprimere “il voto perché gli ufficiali si riuniscano più di frequente, regni fra essi maggior confidenza, e deposta non solo ogni antipatia che potesse esistere fra persone, ma uscendo anche da una indecorosa apatia, formino una sola famiglia; le riunioni, le discussioni, le comunicazioni dei propri pensieri conducono sempre a buon risultato”. L’iniziativa fa infatti seguito ad un periodo assai turbolento per il Cantone, il quale fu dilaniato da aspre lotte politiche e religiose e coinvolto nei movimenti rivoluzionari che segnarono in Italia l’inizio della prima guerra d’indipendenza. Diversi i periodi difficili, come nel 1871 quando la crisi che travagliava il Circolo da un anno si acuì in modo tale da provocare la cessazione dell’attività e, quindi, praticamente lo scioglimento senza alcuna formalità: ciò avvenne all’inizio dell’estate. Alla ricostituzione che ne seguì il 10 gennaio 1879, il magg Filippo Rusconi poteva dichiarare aperta la riunione e far approvare la denominazione da dare alla nuova società e lo statuto del Circolo degli Officiali in Bellinzona. Nel 1910, dopo un lustro passato in uno stato di sopore con diverse e molteplici defezioni, contrasti, poca partecipazione sociale e scarsità d’iscrizioni alle manifestazioni, si assiste ad una nuova rinascita, la quale avrebbe dovuto essere a carattere locale, lasciando la possibilità di favorire il sorgere di altre sezioni nel Cantone. Al temine della Prima Guerra Mondiale, si assiste infine ad un ulteriore fenomeno analogo, probabilmente dovuto anche al periodo difficile, con una nuova ricostituzione effettiva nel 1929.

La Società Militare Ticinese
Il 17 luglio 1881, dopo trentenni di esistenza, l’allora Società Militare Ticinese si dissolse per subdole lotte regionalistiche e per il completo disinteressamento della maggioranza dei soci, affidando la bandiera, l’archivio ed il rimanente saldo di cassa al Circolo degli Ufficiali di Bellinzona. Il medesimo, per volere della stessa SSU, sarà rappresentante per un primo lungo periodo dell’ufficialità ticinese verso la Società Federale. Ma sarà di nuovo sotto la presidenza del nostro Circolo, alla fine degli anni 70 e dopo un lungo periodo dove la presidenza della Società cantonale ticinese degli ufficiali (SCTU) era stata esercitata a turno dalle varie sezioni cantonali, nell’Aula Magna della Scuola d’Arti e Mestieri di Bellinzona, a favorire tra gli altri la rinascita della nuova società cantonale, la Società Ticinese degli Ufficiali. Nei nuovi statuti venne abbandonato anche il principio della presidenza itinerante, disposizione all’origine, secondo alcuni, dell’apatia in cui era sprofondata da alcuni anni la medesima.

Le conferenze e le uscite
Tra le varie possibilità per informare i membri del Circolo, citiamo nel periodo dal 1941 al 1946 la possibilità di disporre di pellicole documentarie interessanti dal Servizio cinematografico dell’esercito, ciò che spinse i dirigenti del Circolo ad organizzare delle serate filmistiche, durante le quali vennero trasmesse spesso pellicole riguardanti le battaglie in corso nell’Europa del tempo.Ricordiamo in particolare anche il primo periodo della società, dove venivano tenute lezioni di teoria aventi per oggetto argomenti di tattica militare. Fatto curioso ma non troppo: a quel tempo erano da più parti riconosciute le importanti lacune nell’istruzione degli ufficiali.Le conferenze sono però la vera spina dorsale dell’attività del Circolo. Gli argomenti – quali ad esempio fatti ed avvenimenti del periodo, riforme dell’Esercito, introduzione di nuove armi e tattica – vengono portati periodicamente a conoscenza dei soci, trattate da persone preparate e competenti, contribuendo ad aumentare le conoscenze tecniche, teoriche e pratiche degli ascoltatori. Diverse e numerose le personalità succedute; e talvolta la discussione che ne seguiva era spesso accalorata. Negli anni 70, ad esempio, sull’onda delle emozioni riguardo il rapporto Oswald, tra i vari temi presentati anche il nuovo regolamento di servizio, che prevedeva l’abolizione di diverse forme alle quali si era abituati da generazioni: inutile ricordare come quest’ultime vennero in generale considerate come un cedimento (!). Oppure nel periodo successivo, dove le discussioni e le serate informative erano orientate alla preoccupazione riguardo l’accerchiamento e le tensioni legate alla superpotenza russa, dell’asservimento energetico dell’Europa piuttosto che su temi portati dalle correnti pacifiste emergenti in quel periodo. Ricca infine l’offerta delle uscite e delle visite nel corso dei vari decenni: oltre a quelle a carattere culturale, diverse furono nell’ambito della truppa, delle fortificazioni e dei dispositivi come pure le dimostrazioni di nuovi sistemi d’arma che venivano introdotti in seno all’Esercito. Nell’ambito delle escursioni che si tennero anche all’estero, si coglieva di tanto in tanto l’occasione per visitare i campi di battaglia, dove era l’occasione per eseguire delle ricognizioni sul terreno e studiare le diverse fasi delle diverse operazioni belliche.

Vita sociale
Le diverse personalità che si sono avvicendate alla direzione e al comitato del Circolo si sono contraddistinte anche per iniziative di bene pubblico e sociale di Bellinzona. Tra tutte le vicende vogliamo in questa sede ricordare quelle relative alla Caserma: attiva dal 1855 lungo l’attuale Via Guisan, spostata successivamente a partire dal 1959 in Via Franscini, nella primavera del 1978, conosciuta la sorte, si decise di intervenire presso le istanze competenti a Berna, ma senza successo; la cerimonia di chiusura si tenne l’anno successivo il 31 maggio 1979, ma senza la presenza del comitato che tanto si era impegnato anche nelle ultime fasi a difendere la struttura, conosciuta nell’arco di decenni dai confederati la quale rappresentava pur sempre una fonte di benessere per il commercio e l’artigianato cittadino.Sicuramente anche il fatto di incontrarsi in luoghi pubblici favorì il contatto con la popolazione; le innumerevoli sedi avute del Circolo, oltre una decina, scelte spesso in luoghi di ritrovo pubblici come pure i balli tenutesi anche nel Teatro Sociale, hanno contribuito a legare e legano tutt’oggi la Società alla realtà cittadina.

Attività
Una delle prime attività allora condotte fu il tiro. Il 17 gennaio 1891 si decide di costituire in seno alla Società una “Sezione pel tiro al revolver”, la quale fu detentrice per diversi decenni dello Stand, prima di cederlo definitivamente al Club Revolver nel 1930, dopo che quest’ultimo ne era divenuto comproprietario a partire dal 1913. Nel corso dei vari periodi furono introdotti dei Tiri Sociali; più in generale la partecipazione a manifestazioni di tiro e gare anche fuori Cantone fu spesso coronata da buoni successi.Al tiro si affiancarono anche, nel tardo autunno del 1897, i primi corsi d’equitazione. Le attività furono abbastanza regolari, determinate spesso solo dalla disponibilità dei cavalli e … dei cavalieri; nel 1972 si giunge al loro termine, in particolare a fronte dell’imminente abolizione della cavalleria e delle conseguenti scemate disponibilità e possibilità delle strutture.Attorno agli anni 50, con la progressiva motorizzazione, venne proposta come attività anche il Servizio auto, dove al termine dei corsi era possibile sostenere gli esami cantonali di guida (!); diversi nostri soci approfittarono in questo modo per ottenere la loro licenza di condurre.

Manifestazioni sportive
Il 1941 vide la nascita della Staffetta invernale, gara sportivo-militare per pattuglie, nella quale si trovavano impegnati podisti, alpinisti, sciatori, ciclisti e tiratori. La manifestazione, molto impegnativa anche dal punto di vista organizzativo per la marcatura delle piste, il servizio sanitario su tutto il percorso, la sicurezza dei tratti in pianura con lo sbarramento di strade e segnalazioni, i rifornimenti in montagna, i trasporti dei concorrenti e del materiale, il cronometraggio e le classifiche, richiese l’impegno di un buon numero di soci e la collaborazione di numerosi enti e associazioni cittadine. Durante la 3a staffetta del 21 febbraio 1943, si celebrò pure l’inaugurazione del vessillo del Circolo con una cerimonia davanti al monumento dei caduti alla presenza della madrina e donatrice, l’esimia signora Luisa Antognini-Pagani, e di numerosi altri ufficiali, nonché delle bandiere delle società cittadine. Tre edizioni più tardi fu poi l’occasione per l’inaugurazione del vessillo dell’ASSU Bellinzona; questo a testimoniare la stretta collaborazione tra i 2 circoli. Nel corso delle edizioni la staffetta subì delle modifiche di percorso, delle categorie e di parziali aggiornamenti nelle discipline del tiro in funzione dell’evoluzione della tecnica. Gli organizzatori seppero quindi tenere la manifestazione viva e al passo con i tempi sia pure con sacrifici e superando difficoltà d’ogni genere. A partire dal 1954 la Staffetta prese poi il nome più conosciuto di Staffetta del Gesero fino al 1995, anno in cui si decise la fine della manifestazione. La formula venne rivista in chiave moderna negli anni successivi, favorendo così la nascita del Military Cross, manifestazione sportivo-militare che riscuote ancora oggi una partecipazione numerosa anche al di fuori dai nostri confini nazionali.

Momenti ufficiali
La commemorazione delle mobilitazioni è sempre stata cosa sentita dal Circolo quale manifestazione patriottica e quale ricordo cristiano dei caduti. Di queste manifestazioni si ricorda l’occupazione delle frontiere del 1870/71, della prima e seconda guerra mondiale, a mano a mano che i tradizionali periodi venivano a scadenza.Durante il periodo della Prima Guerra Mondiale si ricorderà anche la sfilata delle truppe ticinesi il 12 marzo 1915 davanti al Generale Wille presso la Caserma di Bellinzona e il VI centenario della battaglia del Morgarten 15 novembre 1915. Poco più avanti nel tempo, la Giornata Aviatoria del 19 ottobre 1919 comprendente alcuni numeri d’eccezione quali combattimenti tra apparecchi, gare di lancio e voli acrobatici; il tutto con partenza dal nostro campo d’aviazione. Infine, e sempre a titolo d’esempio, la visita del Generale Henry Guisan in occasione del 1 agosto 1945 presso il Municipio cittadino.

Sfide odierne
Il Circolo di Bellinzona, come altri nel nostro Cantone, è confrontato con i problemi determinati dalla rapida evoluzione delle Forze Armate e della società moderna. Dopo le riforme di Esercito 95 e Esercito XXI, si attende ora l’evoluzione 08/11. Sebbene il principio della milizia resti immutato, si assiste alla progressiva e significativa diminuzione degli effettivi, anche tra gli ufficiali. Nell’ambito economico, in piena globalizzazione, si assiste sempre più alla ricerca della massimizzazione dei rendimenti e dei profitti e all’ottimizzazione dei tempi con conseguenti pressioni sulla disponibilità del personale. Nel contesto sociale si assiste infine ad un significativo decadimento e cambiamento dei valori e dei principi.Più in generale si è confrontati ad una rapida e importante evoluzione del contesto quadro, fatto questo senza eguali e non riscontrabile nel nostro passato, ma tale da progressivamente allontanarci, i nostri giovani in particolare, dall’interesse e dalla partecipazione alle attività organizzate dalle associazioni come pure dalla carriera militare, con tutti gli aspetti ed i valori ad essi correlati.

Possibili risposte 
La storia del Circolo ci ha mostrato le grandi capacità di adattamento alla situazione e una grande volontà di perseguire i nobili valori dei fondatori. Il comitato è convinto che solo " tenendo debito conto di questi nostri valori storici, traducendoli nel presente e proiettandoli nel futuro" si potranno raggiungere ulteriori prestigiosi obiettivi. Per assicurare lo spirito che in tutti questi anni di attività ha caratterizzato il Circolo degli Ufficiali Bellinzona, l’attuale Comitato è dell’idea che di questi tempi si renda necessario un ulteriore miglioramento delle proprie capacità operative reclutando nuovi membri attivi, motivati e necessari per poter individuare le giuste risposte da porre alle nuove esigenze.Le attività proposte, oltre che ad essere in linea con la politica della STU, devono risultare attrattive e quindi capaci di coinvolgere maggiormente gli ufficiali. Conseguentemente, anche in futuro sarà necessario ottimizzare le sinergie riscontrate nell’organizzazione di attività in collaborazione con gli altri circoli e le altre associazioni del nostro Cantone. L’ottima esperienza riscontrata in passato ha già avuto modo di dimostrare che questa é sicuramente la strada giusta da seguire.Infine, non va certamente dimenticato il Military Cross di Bellinzona, incontestato fiore all’occhiello del Circolo e classico esempio di adattamento alla mutata realtà di una prestigiosa competizione. Seppur sia già ritenuta una manifestazione di richiamo nazionale ed internazionale, l’organizzazione e lo svolgimento dello stesso andrà ulteriormente migliorato con l'intento di soddisfare sempre meglio le esigenze di ogni partecipante.


Fonti:
-  Storia di una società nelle cronache di una città, Adolfo Caldelari, Salvioni Arti Grafiche, 1983
-  Storia della fanteria ticinese, Luca Filippini e Stefano Giedemann, MB Promotion Edizioni, 2003