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Saluto Presidente STU

Scritto da Super User. Postato in Blog STU

Societa' Ticinese degli Ufficiali

 

Cari camerati,

vi ringrazio avantutto per avermi concesso la vostra fiducia permettendomi, lo scorso 4 maggio 2013, di assumere la carica di Presidente della Società Ticinese degli Ufficiali.

Questo mandato mi onora e mi da la possibilità di poter fare qualcosa di concreto per l’esercito e per l’ufficialità ticinese, fondando la mia azione sui seguenti quattro obiettivi principali:

  1. ribadire la funzione dell’esercito quale unico elemento capace di proteggere la sovranità nazionale, tramite una difesa armata in caso di attacco alla nostra nazione da parte di terzi;   
  2. valorizzare la figura dell’ufficiale nella società civile quale manager specializzato nella gestione di situazioni difficili, formazione del resto riconosciuta dalla associazione svizzera dei quadri, dalla SUPSI e da diverse Università quale a esempio quella di San Gallo;
  3. mettere in risalto le attività dell’esercito a favore della società civile quali l’aiuto in caso di catastrofe, i compiti di aiuto alla polizia in caso di manifestazioni internazionali quali il WEF di Davos, le attività di sostegno a manifestazioni sportive, il costante compito di polizia aerea a garanzia della sicurezza dei cieli svizzeri, ecc. per non citarne che alcune;
  4. mantenere lo spirito di appartenenza del cittadino/soldato quale figura centrale e di riferimento del nostro esercito di milizia, confermando l’importanza del servizio militare quale elemento di coesione tra le varie componenti etniche della nostra popolazione.

Oltre a questi compiti, che definirei permanenti, l’azione dell’ufficialità ticinese dovrà essere orientata, quale sforzo principale della tarda estate, a contrastare, con i mezzi democratici a nostra disposizione, l’Iniziativa costituzionale del Gruppo per una Svizzera senza Esercito che sarà posta in votazione popolare il prossimo 22 settembre 2013. Essa vorrebbe eliminare l’obbligo di servire, sostituendolo con un servizio, militare o civile, esclusivamente su base volontaria. Il vero obiettivo, non dichiarato, di questa iniziativa è però la cancellazione delle nostre forze armate. Se dovesse essere accolta, si passerebbe infatti da un esercito a nessun esercito. In caso di accettazione, si realizzerebbe soprattutto la fine dell’esercito di milizia così come lo intendiamo oggi, ove il cittadino è tenuto a prestare servizio periodicamente. Proprio grazie a questo obbligo di servizio, nell’armata troviamo persone di ogni ceto e di etnie diverse, come studenti, operai, liberi professionisti, ecc. garantendo così la natura democratica dell’esercito svizzero e contribuendo soprattutto alla coesione nazionale. Rendendolo accessibile unicamente ai volontari correremmo il rischio di imbatterci in esaltati e avventurieri, di cui il nostro esercito non ha certo bisogno. Imboccare la strada del professionismo avrebbe dei costi eccessivi e finiremmo per avere un esercito non più radicato nella società.

Da ultimo, ma non certo per importanza, si tratterà di far sentire la voce dell’ufficialità e partecipare, nel limite del possibile, al grosso cantiere denominato “ulteriore sviluppo dell’Esercito”, che intende proporre un nuovo modello per le nostre forze armate nel futuro prossimo. Al momento attuale i progetti di studio si orientano su di un rafforzamento dei quadri di milizia e su di una esperienza pratica di condotta in giovane età. L’istruzione di base dovrebbe prevedere due inizi di scuola reclute della durata di 18 settimane, armonizzate, per quanto possibile con il panorama universitario, nonché 6 corsi di ripetizione di 13 giorni ciascuno. L’esercito dovrebbe comprendere un effettivo complessivo di 100'000 uomini. Sarà compito anche della STU seguire da vicino tale evoluzione dando il proprio contributo al suo sviluppo, ove possibile.

Ringraziandovi ancora per l’interessante compito affidatomi e per l’aiuto che saprete darmi nello svolgimento del medesimo, auguro a tutti voi e ai vostri cari un brillante futuro e tante soddisfazioni nella vita militare e professionale.

Il Presidente
Colonnello Marco Lucchini